Tra di loro ci saranno i futuri Bottura, Cracco, Cannavacciuolo. Ma anche no. Perché la loro identità è già precisa. Non devono ispirarsi a nessuno, se non esprimere le loro potenzialità. Tanto che, ben prima dei 30 anni, hanno ricevuto riconoscimenti importanti, entrando a diritto nelle rotte gourmet del Belpaese.

Dall’altopiano di Asiago all’isola di Salina, la loro visione sta segnando una nuova idea di cucina. Fatta di territorio, informalità e approccio pop. Scopriamo chi sono alcuni degli chef emergenti d’Italia. 

 

Floriano Pellegrino – Bros (Lecce).

Il secondo chef incoronato da Forbes è Floriano Pellegrino, che troviamo a Lecce, al ristorante Bros. Anche lui passato da importanti esperienze all’estero (tra cui quella con l’iconico chef spagnolo Martin Barasategui), e poi rientrato a casa per riversare nei suoi piatti tutta l’essenza del Salento. Seguendo i motti “think local, act global” e “l’essenziale è visibile al gusto”, Pellegrino guarda alla campagna con occhio pop-bucolico, per estrarre piatti come indivia, mandorla e bergamotto o quaglia, prugna, fagiolini.